Recensione di un’interessante cuffia con equalizzazione regolabile a distanza

Sono moltissime le cuffie in commercio, da quelle economiche “cinesi” a quelle molto hi-fi, quasi a livello professionale. E come in tutte le cose, non mi stancherò mai di dirlo, bisogna cercare di prendere il prodotto più adatto alle proprie esigenze. Lo so, non è facile, ma ci proviamo.

L’ascolto in cuffia è un ascolto molto personale e particolare; la cuffia deve essere comoda, non deve far venire male alle orecchie dopo un po’ che la si indossa e, naturalmente, deve suonare bene…

La cuffia di cui si parla qui ha l’interessante caratteristica di essere dotata di un equalizzatore regolabile a distanza, tramite un’app per smartphone/tablet. Un’indubbia comodità, che permette di avere una musica “su misura”, a seconda di dove ci troviamo (ascoltare all’aperto non sempre dà buoni risultati, almeno in base alla mia esperienza).

Un prodotto interessante a un prezzo abbordabile.

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Come trasmettere agli altri la passione per il buon ascolto e convertirli alla vera hi-fi (2)

Questa è la seconda parte di un articolo di un po’ di tempo fa, ma sempre attuale: come trasmettere agli altri la passione per il buon ascolto e convertirli alla vera hi-fi. Scegliere un buon impianto, adatto per le nostre esigenze e per l’ambiente in cui andrà inserito, non è un’impresa facile. Molti pensano che basti andare in un ipermercato dell’elettronica e stop; chi, invece, va in un negozio specializzato (quelli che rimangono) potrebbe uscirne con delle apparecchiature non adatte a lui/lei e dal costo superiore a quello preventivato.

Insomma, come per ogni cosa e per ogni hobby, bisogna sapersi muovere e farsi consigliare da persone commercialmente disinteressate per poter fare la scelta giusta; altrimenti si potrebbe rischiare di restare comunque insoddisfatti dopo aver speso magari più di quanto si voleva spendere.

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Recensione di un correttore di diafonia, per migliorare l’ascolto dei dischi in vinile

Il vinile, si sa, può essere considerato IL supporto per eccellenza, vuoi perché gli audiofili sono cresciuti, audiofilicamente e anagraficamente, con esso, vuoi perché è migliore, vuoi perché è più affascinante di un cd (che non si vede girare) e anche di un file (che non gira affatto).

Molti sono i prodotti e le tecniche per rendere sempre migliore la riproduzione analogica, nel tentativo di avvicinarsi a quella perfezione, tanto desiderata ma pressoché irraggiungibile, che ci fa spendere tempo e denaro alla ricerca della felicità audiofila. In questo caso, potremmo dire che anche l’orecchio vuole la sua parte, e a nessuno piace ascoltare male. Per natura siamo portati a ricercare il bello, il benessere (nelle sue varie forme), e quindi nessuno vuole sentire dei suoni, magari striduli, che aggrediscono il nostro apparato uditivo.

Ora, io non so spiegare cosa sia la diafonia (o crosstalk), ma se cercate in rete le spiegazioni non mancano di certo. A quanto pare, il prodotto funziona e migliora l’ascolto degli LP, rendendo il loro ascolto più piacevole. Chiaramente, i miracoli non appartengono al mondo dell’audio; non farà eccellere il giradischi plasticoso ed economico acquistato all’ipermercato.

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Dal Giappone arrivano i cantanti olografici: saranno la nuova musica del futuro?

La fantascienza ha rappresentato sempre il desiderio dell’uomo di vedere oltre il suo tempo, di anticipare il futuro, di creare, anche solo nella fantasia, un mondo migliore, visto che siamo incapaci di migliorarlo nella realtà. Ma non mancano esempi di futuri indesiderabili, distopici, mondi tristi e violenti spesso a causa di catastrofi nucleari, per non parlare dell’annientamento della razza umana da parte di alieni cattivi e/o asteroidi in rotta di collisione.

La grandissima creazione di Gene Roddenberry, Star Trek, nelle sue varie forme, in un verso o nell’altro, ha sempre un po’ anticipato i tempi. D’accordo, non c’è nessuna Federazione, e secondo me non ci sarà mai, non esiste la velocità curvatura e la Terra non è quel pianeta idilliaco su cui tutti vanno d’amore e d’accordo, terrestri e alieni di varie forme e colori.

Ma, come viene spiegato nell’articolo, in Star Trek, ma anche in altri mondi futuristici, ci sono gli ologrammi: software che interagiscono con gli esseri umani e che sono anche in grado di sostituirli. Nella serie Voyager c’è il medico olografico di emergenza che, dopo un incidente che spedisce l’astronave a 70.000 anni luce di distanza, diventa medico olografico titolare di bordo, sviluppando anche una propria personalità.

Oggi non abbiamo ancora medici olografici, però cantanti sì. Dal Giappone arriva una cantante olografica con una band composta da musicisti veri che accompagnano “l’artista” in tour. C’è poco da fare: il futuro è arrivato. Ma penso che i cantanti “umani” non debbano temere di restare disoccupati a causa dell’arrivo dei loro colleghi olografici. Un giorno, forse, ma non oggi. E quando quel giorno arriverà, non sarà più un nostro problema.

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Ancora analogico: un punto di vista moderno su un progetto di giradischi tradizionale

Gli audiofili, si sa, sono molto legati all’analogico; vuoi perché sono cresciuti in un’epoca in cui il giradischi era l’unica sorgente hi-fi degna di nota, vuoi perché vedere un disco nero che gira ha comunque il suo fascino, vuoi perché attualmente il vinile è tornato (di moda?), fatto sta che tra le pagine di TNT-Audio non mancano le recensioni di giradischi, bracci, pre-phono e quant’altro graviti intorno al meraviglioso mondo dell’analogico.

Di qui, ecco prove, controprove, confronti, dibattiti… Ce n’è davvero per tutti i gusti. Qui abbiamo “un punto di vista moderno su un progetto di giradischi tradizionale”, ovvero la “dimostrazione che un progetto classico, ottimamente realizzato con tecniche di produzione moderne, è più che in grado di farcela.”

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111 errori di traduzione che hanno cambiato il mondo

111 errori di traduzione che hanno cambiato il mondoChe la traduzione non sia un compito facile, e che abbia le sue difficoltà come qualsiasi altro lavoro, mi sembra abbastanza ovvio, anche se molti forse la ritengono un’attività marginale, non degna di troppa considerazione (magari anche economica).

Ed ecco, quindi, il proliferare di traduzioni approssimative, buttate lì alla meglio, con termini magari imprecisi. Eppure una parola sbagliata, eccessiva o inadeguata, può fare la differenza e anche, perché no, cambiare il corso della storia (o magari, meglio, far prendere una piega diversa a determinate situazioni).

Mi sono imbattuto in questo libro di Romolo G. Capuano, “111 errori di traduzione che hanno cambiato il mondo” (Stampa Alternativa, 2013). Va bene, non è una nuova uscita, probabilmente qualcuno lo avrà già letto, ma io l’ho scoperto solo adesso e, sicuramente, molti non ne saranno a conoscenza.

Comunque sia, ne consiglio la lettura a tutti coloro che vedono la traduzione come un qualcosa di superfluo (se fatta da un umano) e che magari si affidano a Google Translate o ad altri traduttori automatici. Nel libro c’è anche qualche esempio di cosa può succedere se ci si affida a traduttori automatici, per quanto possano essere migliorati tecnologicamente col tempo.

A volte basta davvero poco per combinare qualche bel guaio, oppure per volgere le sorti di qualcosa a proprio favore; infatti non ci sono soltanto errori di traduzione causati da incompetenza, ma anche errori voluti, cercati, opportunamente e deliberatamente commessi per far sì che il testo rispecchi quello che noi vogliamo dire e non quello che l’autore originale intendeva dire.

In definitiva, una lettura illuminante e anche divertente.

Recensione di un efficace processore di segnale audio analogico a valvole

Dalla recensione: «L’etichetta sul robusto e funzionale cabinet metallico riporta Sound Stage Expander, ma questo dispositivo offre molto di più di quanto possa sembrare a prima vista. Oltre a essere un buffer valvolare, esso offre due funzioni: la regolazione delle dimensioni del palcoscenico (da stretto ad ampio) e l’equalizzazione in gamma bassa (da minima a massima). Tuttavia non commettete errori di valutazione, questo processore di segnale audio non è un semplice controllo di tono o un commutatore mono-stereo.»

Sostanzialmente, un apparecchio che non mancherà di migliorare il suono di un impianto, che poi è lo scopo ultimo di ogni appassionato di hi-fi e del buon suono.

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Recensione di un’interessante ed economica cuffia con soppressione del rumore

A volte, per ascoltare bene, non è necessario spendere cifre folli; vero che certe apparecchiature hanno prezzi da boutique hi-fi, ma basta guardarsi un po’ intorno per scoprire prodotti validissimi a costi che fino a non molto tempo fa sembravano impensabili.

Ultimamente, grazie anche a Internet, è possibile accedere a prodotti eccezionali (o quantomeno buoni) a prezzi ottimi. Ad esempio, i prodotti dell’azienda produttrice di questa cuffia sono degli ottimi affari audiofili. La cuffia in questione è dotata di un circuito di soppressione del rumore, che facilita molto l’ascolto in caso di uso all’aperto o in ambienti particolarmente rumorosi.

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