Nell’era dello streaming audio, ecco a voi la recensione di una nuova meccanica CD

Sembrerà fuori moda, oppure sarà la voglia di apparire “audiofilicamente” diversi, però non si può discutere sul fatto che la comparsa sul mercato dell’audio, nel 2018, di una meccanica CD sia un evento raro e da celebrare come si conviene a un prodotto in via di estinzione.

Per chi non lo sapesse, e sicuramente ci sarà chi non lo sa, come io non so tante cose (la maggior parte), una “meccanica” CD è un lettore CD senza l’elettronica di conversione, cioè senza il DAC che converte il segnale digitale in analogico. Pertanto, un lettore CD (ma anche DVD, Blu-Ray, ecc.) è composto da una meccanica (che fa girare il disco e lo legge) e un DAC (o più di uno).

Va da sé che a una meccanica pura bisogna abbinare un DAC esterno, magari di qualità, se vogliamo ascoltare qualcosa; ma anche a un lettore CD è possibile collegare un DAC esterno, se quello integrato è scadente, non ci piace più o se vogliamo provare qualcosa di nuovo, migliorando così le prestazioni generali dell’impianto.

Comunque sia, nel periodo in cui siamo un prodotto di questo genere è sicuramente una rarità da non sottovalutare.

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